• gratificazione differita, successo da grandi

    Gratificazione differita, successo da grandi?

    La gratificazione differita pare predittiva dell’autocontrollo e del successo in età adulta.

    Saper posticipare la gratificazione può essere di grande rilevanza per l’educazione dei più piccoli. Acquisire tale capacità da bambini può condurre da adulti ad adottare condotte più funzionali in diversi ambiti compreso quello dell’alimentazione.

    A tale proposito si può far riferimento ad uno degli esperimenti più famosi della psicologia comportamentale condotto tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 dallo psicologo Walter Mischel della Stanford University su un gruppo di 600 bambini di quattro anni: il Marshmallow Test. Secondo i ricercatori la diversa capacità del bambino di rinunciare al consumo immediato di un dolcetto in cambio di riceverne un altro dopo 15 minuti, pare predittiva del benessere e del successo in età adulta sia nelle attività scolastiche che in quelle lavorative.

    marshmallow test

    I risultati più interessanti legati al Marshmallow Test sono arrivati negli anni successivi. Agli stessi bambini in adolescenza, sono stati sottoposti alcuni questionari volti a sondare l’andamento scolastico e alcuni aspetti della personalità. I bambini che erano riusciti a controllare l’impulso mostravano i risultati scolastici migliori e venivano descritti dai loro genitori come più responsabili. Un secondo follow up mostrò come gli stessi bambini, che erano stati in grado di ritardare la gratificazione, ottenevano ai test di ingresso all’Università i punteggi maggiori.

    Quattro decenni più tardi, le ricerche longitudinali che si avvalgono di questa metodologia stanno continuando a rivelare notevoli pattern di coerenza dello sviluppo psicologico/comportamentale, nonché della salute mentale/fisica e dello stato economico, dalla prima infanzia fino alla mezza età dei partecipanti.

    I risultati promettenti, l’avanzamento metodologico ora disponibile per sondare l’autocontrollo e l’aumento della profondità a più livelli di analisi, appaiono come un’opportunità unica per la comprensione dei meccanismi cognitivi e neurali fondamentali alla base della regolazione degli impulsi.

    Gli esperimenti che esaminano la gratificazione differita hanno mostrato che le rappresentazioni mentali che sono concrete e “appetibili” ostacolano il ritardo perché rendono troppo difficile resistere alla risposta automatica volta al raggiungimento della gratificazione immediatamente disponibile. Al contrario, le rappresentazioni sulla base di un’attenzione agli aspetti astratti della situazione hanno l’effetto opposto (Metcalfe and Michel, 1999;  Mischel and Ayduk, 2004).

    Sembrerebbe quindi che la gratificazione differita, in questo paradigma sperimentale, dipenda dalla capacità di controllare gli aspetti della situazione a cui si assiste e dalla capacità di controllare la sua rappresentazione mentale.

    La ricerca in questo campo dimostra come la capacità di posticipare una gratificazione segua una specifica traiettoria di sviluppo: infatti, la tolleranza alla frustrazione si evolve gradualmente durante le tappe evolutive e consente agli individui di allontanare l’attenzione dall’oggetto gratificante e di dirigere le proprie energie mentali e fisiche verso l’ambiente circostante.

    Secondo le ultime suggestioni della letteratura sembra che i bambini in età prescolare che sono in grado di ritardare la gratificazione facciano maggior uso di specifici processi inibitori rispetto ai compagni meno “resistenti” alla tentazione. Questa differenza di capacità inibitoria che persiste in età adulta, appare più vantaggiosa per la salute psico-fisica e più adattiva nello sviluppo cognitivo e sociale (Mischel et al., 2010).

    I ricercatori della Stanford University ipotizzano che l’autocontrollo non sia solo frutto dell’eredità genetica, ma anche di processi di apprendimento grazie ai quali si strutturano specifiche strategie cognitive.

    Ricerche recenti hanno dimostrato, attraverso l’utilizzo delle neuro-immagini, che i partecipanti con alti livelli di auto-regolazione, rispetto ai loro omologhi con costante basso livello di autocontrollo, sarebbero caratterizzati da una connettività neurale più raffinata nella regione fronto-striata e nel circuito fronto-parietale, zone del cervello particolarmente coinvolte nel controllo cognitivo (Jonides, et al., 1998, Liston et al, 2007, Casey et al., 2007, Nagy et al., 2004).

    La relazione che si manifesta tra il controllo cognitivo e la forza di volontà potrebbe essere pertanto la seguente: la forza di volontà richiede abilità nel superare ricompense immediate e allettanti o distrazioni a favore di premi maggiori, ma successivi. Questa abilità, a sua volta, richiede che gli individui codifichino solo le informazioni rilevanti dall’ambiente, sopprimendo le informazioni indesiderate per selezionare risposte desiderate e reprimendo quelle non ottimali.

    I risultati finora sono incoraggianti e permettono di formulare ulteriori ipotesi ove appare chiara una difficoltà della capacità di auto-regolazione degli impulsi e una difficoltà a posticipare la gratificazione immediata.

     

    Bibliografia

    Casey B, Epstein J, Buhle J, et al. (2007) Frontostriatal connectivity and its role in cognitive control in parent-child dyads with ADHD. The American Journal of Psychiatry 164:1729–36.

    Mishel W., Ayduk O., (2004) in in Handbook of Self-Regulation: Research, Theory, and Applications, Willpower in a cognitive-affective processing systems: The dynamics of delay of Gratification. Eds Baumeister RF, Vohs KD (Guilford, N.Y.), pp 99-129.

    Mischel, W., Ayduk, O., Berman, M. G., Casey, B. J., Gotlib, I. H., Jonides, J., & Shoda, Y. (2010). ‘Willpower’over the life span: decomposing self-regulation. Social Cognitive and Affective Neuroscience, nsq081.

    Metcalfe J., Mishel W., (1999). A hot/cool System Analysis af Delay of Gratification: Dynamics af Willpower. Psychological Review 106:3-19.