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    Curiosità e creatività non invecchiano

    La prospettiva di una nuova avventura

    Iniziamo ad invecchiare dal primo giorno della nascita. Ogni istante che possa ci ritroviamo più vecchi di prima. Ci sono delle doti della personalità umana che non invecchiano, come la capacità di emozionarsi, la curiosità e la creatività. La vecchiaia è “un prodotto nuovo della nostra società”: l’età media si sta sempre più allungando, così come le aspettative di vita.  La nostra società è però improntata alla prestazione, alla velocità e al “fare cose”.

    Con l’avanzare degli anni si modificano diversi aspetti dello stare al modo: ci si allontana dalla prestazione, si diventa più lenti e non si riesce sempre a “fare cose”. La prospettiva con la quale noi guardiamo le cose ha un ruolo fondamentale nel processo di crescita.

    Con il trascorrere degli anni e avvicinandosi alla vecchiaia, ci si può concedere di non dover più dimostrare il proprio valore; poter uscire dalla prestazione permette di riconoscersi di avere già dato, già prodotto, permette di tirare un respiro al di fuori della competizione. La lentezza permette di vedere e di ascoltare altre cose come i propri ritmi e di riuscire così a rispettarli. Uscire dall’idea di “fare“ qualcosa con l’altro, permette di entrare nell’ottica di “stare con l’altro”. La relazione prende il posto dell’azione.

    Quando si pensa alla creatività spesso ci si riferisce ai grandi artisti: Verdi, Michelangelo, Picasso e altri ancora. Secondo numerosi studiosi, spontaneità, creatività e curiosità sono esigenze dell’essere umano e ognuno di noi ha un suo “patrimonio creativo”.

    creatività senza età

    Il processo creativo è presente e potenzialmente attivo in ogni individuo, indipendentemente dall’età e può esprimersi con modalità molto differenti da quelle che definiamo comunemente “aree della creatività” riguardanti i grandi artisti.

    Può esprimersi anche in ambiti accessibili a tutti: preparare un piatto, tessere una tela, coltivare un fiore, organizzare una gita, realizzare un prodotto artigianale, inventare una storia e si esprime attraverso ogni forma di attività, esercizio e comportamento quotidiano.

    La ricerca in psicologia ha dimostrato che il riuscire ad essere creativi facilita l’esperienza, non solo dei bambini, ma anche degli adulti e degli anziani consentendo di proseguire e completare la propria autorealizzazione.

    La creatività è l’ultima a gettare la spugna, anche nei momenti più bui. Si arricchisce quando la mente si libera dal dover primeggiare e dall’efficienza. La creatività è una tra le più misteriose doti della personalità umana, è una capacità non esclusiva delle persone di talento, non è patrimonio dei giovani e degli artisti, ma può essere di chiunque e a qualsiasi età.

    Dall’infanzia alla vecchiaia si esprime il processo creativo, la curiosità di apprendere, si costruiscono rappresentazioni, identità e ricordi. Non si improvvisa il vivere le varie fasi della vita, si apprende il vivere l’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta e la vecchiaia; si scoprono, qualche volta si inventano, ma sempre sulla base di quanto sperimentato e acquisito.

    Il processo creativo può anche essere inteso come l’abilità di inventare, di sviluppare fantasie e concetti, ma anche il costruirsi percorsi di crescita individuale e nello scoprire la rappresentazione, il senso di sé e della propria vita. La creatività trova la sua più elevata manifestazione nella produzione artistica, ma la storia personale è espressione e testimonianza di un processo artistico, creativo, di un’arte narrativa della vita.

    la curiosità e la creatività possono emergere anche in età avanzata e quando compaiono consentono di vivere con maggior serenità: aiutano a non smarrirsi nel vuoto esistenziale, a stimolare le funzioni cognitive, a riprendere le risorse, a dare senso ad una fase di vita spesso trascurata dal mondo attuale.

    Si può imparare ad essere creativi, a fare nuove esperienze, a essere curiosi anche nel conoscere qualcosa del proprio mondo interiore, che per tutta la vita era sfuggito. Si può scoprire la propria curiosità dimenticata e manifestarla in varie modalità: individualmente, in coppia o in gruppo.

    Quando la mente diventa creativa, il pensiero si orienta verso soluzioni innovative, l’intelligenza è stimolata e va in contro meno facilmente al declino. Studi di neuropsicologia e di psicologia clinica suggeriscono che questa facoltà si può avviare a qualsiasi età purché venga stimolato il coraggio e la volontà di abbandonare percorsi e itinerari intrapresi da lungo tempo, iniziare nuove esperienze e abbandonare l’idea che curiosità e creatività non possano essere allenate e apprese.

    La curiosità, il ricercare e l’imparare non si esauriscono con l’età ma si qualificano e di definiscono attraverso l’età stessa.

     

    Bibliografia:

    La creatività nella scuola e nella vita- Cesa-Bianchi M.,  Milano. Mondadori Università 2003

    Un’età da abitare. Identità e narrazione nell’anziano – Moser F., Pezzati R., Luben-Ploza B., Bollati Boringhieri. 2002

    L’ultima creatività, Luci nella vecchiaia- Cristina c. et al.  Milano, Springer 2011

    Handbook of creativity- Stenberg RJ.- Cambridge, Cambridge University Press, 1999

    Processo creativo e longevità – Società Italiana di Gerontologia e Geriatria; 2012;60:3-7  Editorial Pacini Editore Medicina

    La creatività nell’autorganizzazione dell’anziano- M.Cesa-Bianchi, Towards and European Strategy on Active and Healthy- static.ferro.com